In questi anni mi sono espresso più volte sul tema delle rinnovabili, dei nuovi carburanti e di come penso o auspico sarà la mobilità di quel domani che in parte è già oggi. Un po’ per lavoro e un po’ perché credo il tema ci riguardi tutti. Noi, le economie, il sistema delle imprese e delle realtà che intorno ad esse ruotano. Da chi crea e innova, sino all’ utilizzatore finale. Negli anni le opzioni ecologicamente sostenibili messe in campo in tema di mobilità sono state diverse. Si è parlato e si parla ancora d’ idrogeno, di solare. Di combustibili ecologici e sintetici. E credo nessuna o quasi di queste tecnologie sia da escludere o preferire a priori se non contestualizzate in specifici ambiti di applicazione. Certo l’elettrico, forte del suo sempre più largo utilizzo, anche al netto di alcune criticità, ha preso spazio come alternativa sulla quale si sta convintamente investendo se penso all’ automotive. È però sulla mobilità urbana e micromobilità che credo oggi l’elettrico abbia il suo “core” di maggiore funzionalità ed applicazione. E anche dove credo vi siano margini di crescita per nuove e consolidate realtà che investano in innovazione o siano in grado di sviluppare tecnologie utili a diffondere nuove “prassi” rendendone più accessibile l’approccio. Con questa vision ed obbiettivi da alcune settimane DELLORTO, in veste di sviluppatore e produttore di batterie, è entrata a far parte del SBMC (Swappable Batteries Motorcycle Consortium). Dal 2021, il consorzio riunisce costruttori di veicoli, batterie, fornitori di energia e di sistemi di ricarica. Ma anche istituti di ricerca e associazioni del settore della mobilità. Uniti nel fissare uno standard comune per migliorare mobilità e qualità dell’aria nelle aree urbane e potenziare la mobilità elettrica raccogliendo tutte le esperienze e competenze necessarie. Sostenendo così un’elettrificazione in grado di rispondere alle esigenze dell’ambiente, dei clienti, delle città e dell’economia. I membri del consorzio intendono facilitare l’uso urbano di veicoli elettrici come ciclomotori, scooter, motocicli, tricicli e quadricicli, diffondendo nelle città europee stazioni di rifornimento di batterie intercambiabili (swappable). Tecnologia che ridurrà drasticamente i tempi, parliamo di circa 40 secondi per un cambio batteria, con meno costi per gli utenti finali e il vantaggio di eliminare l’ansia da autonomia. La standardizzazione faciliterà l’interoperabilità, il riutilizzo e il riciclo delle batterie per una seconda vita, soddisfacendo la necessità di un approccio economico circolare. Un progetto ambizioso che mi auguro grazie anche al nostro contributo, insieme a quello degli altri autorevoli componenti del consorzio, potrà raggiungere gli obbiettivi condivisi e restituirci presto un approccio nuovo alla mobilità urbana elettrica.
“L’innovazione è lo strumento specifico dell’imprenditoria. L’atto che favorisce il successo con una nuova capacità di creare benessere”. P. F. DRUCKER


