Giovedì scorso è stato un piacere prendere parte al Made in Italy Summit 2026, negli Studi Sky di Milano, in una giornata dedicata ai mercati esteri e alle nuove sfide per l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Un confronto utile, che mi ha permesso non soltanto di portare l’esperienza di DELLORTO, ma anche di ascoltare punti di vista diversi sul rapporto tra Italia, Europa e India. Ringrazio gli organizzatori per l’invito e Alessandro Giuliani, Presidente della Indo-Italian Chamber of Commerce and Industry, e Francesca Nenci, Head of Group Trade & Correspondent Banking di UniCredit, per gli spunti emersi durante la tavola rotonda.
Il tema era il futuro dei rapporti economici e industriali tra Europa e India, in una fase particolarmente importante in vista del Free Trade Agreement tra UE e India.
Per DELLORTO, però, l’India non è un mercato nuovo. Siamo presenti nel Paese dal 2006 e oggi oltre 650 persone lavorano nella nostra realtà di Pune. In questi vent’anni abbiamo visto crescere non soltanto il mercato, ma anche il suo sistema industriale, le competenze e la capacità tecnologica.
Per questo considero l’FTA una grande opportunità e, soprattutto, un possibile acceleratore di un percorso già costruito nel tempo.
La nostra esperienza ci ha insegnato anche che internazionalizzare non significa semplicemente spostare la produzione. Oggi oltre il 90% dei componenti realizzati da DELLORTO in India è destinato ai costruttori locali. Abbiamo costruito una presenza per essere vicini al mercato e agli OEM, mantenendo in Italia, a Cabiate, il baricentro del Gruppo, del know-how e delle nostre competenze.
È una logica che abbiamo seguito anche in Cina, pur con un percorso differente. Per questo credo che il tema non sia scegliere tra India e Cina, ma costruire una presenza internazionale diversificata, capace di adattarsi ai diversi mercati senza perdere identità, competenze e capacità di innovazione nel Paese d’origine.
In questo percorso c’è poi un tema sempre più importante: la sostenibilità delle filiere. Qualità, ambiente, sicurezza delle informazioni e criteri ESG sono ormai parte della competitività industriale e degli standard richiesti dagli OEM.
Essere presenti localmente non significa quindi rinunciare ai propri livelli di qualità e responsabilità, ma portarli dentro mercati e filiere differenti.
Il passaggio successivo può essere ancora più interessante: andare oltre il semplice scambio commerciale e costruire sempre più filiere, competenze e tecnologie condivise tra Europa e India.
Perché un accordo commerciale può creare nuove opportunità. Ma sono le imprese, con investimenti, persone, tecnologia e visione di lungo periodo, a trasformarle in crescita industriale sostenibile.
“L’FTA può essere un acceleratore, ma per DELLORTO l’India è già da vent’anni parte della strategia industriale del Gruppo.”
photo credit: Il Sole24ore


