Quella che voglio raccontarvi è la storia di una persona, Giuseppe, 82 anni, 57 dei quali passati ieri come oggi in azienda. In DELLORTO. Lui è mio padre e ancora prima è figlio di un altro gran uomo d’ azienda come lui, suo padre. Colui che diede vita 90 anni fa a questa nostra realtà che oggi continua ad andare avanti, per la terza generazione consecutiva. In questi mesi nei quali si avvicinava il 90esimo anno dalla nascita della DELLORTO ha seguito sempre attento ma mai con una parola più del necessario i lavori per ideare e programmare gli eventi per questo anno così particolare per noi. Lui non è persona che ami troppo le celebrazioni ed i festeggiamenti, men che meno i regali. Almeno non quelli per sé. Lo ha dimostrato nel 2020, anno storicamente difficile per tutti, quando in occasione dei suoi 80 anni decise di riconoscere a tutti coloro che erano in organico in DELLORTO 400 Euro in welfare, piuttosto che farsi un regalo. Oggi come allora per questo che è il più grande “compleanno” aziendale che ci riguardi ha voluto fare qualcosa di simile e forse anche di più, trovandoci tutti d’accordo, con lui e la sua visione di essere nel bene o nel male tutti una famiglia, ancor prima che un brand. Dal primo all’ ultimo arrivato in casa/azienda DELLORTO. Abbiamo quindi, su suo esempio e impulso, deciso che per la mensilità emessa nella giornata di ieri, ogni dipendente DELLORTO trovasse in busta paga 500 Euro in più. Lo dico non per auto celebrarci, anche perché lui che le sorprese ama farle più che riceverle ci ha impedito di parlarne, almeno fino ad oggi che il pensiero si è concretizzato in realtà per tutti coloro che qui lavorano. Lo dico perché è vero che certe cose si fanno e forse non bisognerebbe dirle. Però se mai quanto di buono c’è, non solo nella nostra ma credo in tante realtà, non viene mai raccontato e non valica i confini del cancello aziendale, poi come fa la gente a crederti quando dici che ci sentiamo tutti una grande famiglia unita sotto quel grande logo rosso DELLORTO? Nelle difficoltà e nel lavoro e uniti anche quando c’è da essere concreti, non materiali, quando c’è da poter festeggiare qualcosa, non solo a parole. Questa è “solo” la storia di un esempio, che ci arriva da lui, nostro padre, e di un esempio che credo tutti noi intendiamo portare avanti e il più lontano possibile nel tempo. È un modo di essere ancor prima che un modo di fare. Senza la presunzione di aver fatto qualcosa di straordinario ma con la consapevolezza che era la cosa giusta da fare e che nessuno, ancor più nei momenti di celebrazione, è stato dimenticato dalla propria “famiglia”.


