EUROPA: UN MERCATO SENZA MOTO. MENTRE L’ASIA ACCELERA

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Guardando tra i più recenti dati globali del settore emerge con chiarezza un fatto. Oltre il 70 % del mercato mondiale delle due ruote (moto, scooter, ciclomotori) è concentrato in Asia-Pacifico. Con un Paese su tutti, l’India, che da sola vale il 27 %, seguita a breve distanza dalla Cina, al 25 %. Insieme superano quindi la metà del settore. L’Europa, invece, è sempre più marginale con un 2 % e 1,15 milioni di nuove immatricolazioni nel 2024 nei cinque principali mercati UE (Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito). Se poi facciamo un breve focus sulle due ruote elettriche certo il quadro non migliora. In India, secondo i più recenti dati, nell’ultimo anno fiscale sono state immatricolate oltre 1,2 milioni tra moto e scooter elettrici. In Europa, nel 2024, si è arrivati a fatica a 100.000.

Un divario che riflette differenze regolatorie, infrastrutturali e industriali nella transizione elettrica delle due ruote, e che apre interrogativi sul ruolo che l’Europa vorrà giocare nei prossimi anni.

Il mercato globale delle due ruote ha raggiunto i 120,4 miliardi di dollari nel 2024 e crescerà, secondo stime, fino a 201,4 miliardi entro il 2032, con un Tasso di Crescita Annuo Composto del 6,8 %. Numeri che mostrano complessivamente dove si sta spostando il baricentro industriale. Dati che non mi stupiscono certo e che anzi negli anni ho sempre seguito con attenzione e spesso condiviso.

Per noi di DellOrto, faccio un breve inciso, con alcuni anni d’esperienza in India è anzi solo una conferma. Più volte ho sottolineato come il Made in Italy, se sa radicarsi nei mercati in crescita, può ancora trovare spazi dove competere.  Per darvi qualche numero in breve: il nostro stabilimento di Pune (India), operativo dal 2012 e con circa 500 addetti, produce ogni anno oltre 4,5 milioni di corpi farfallati per auto e moto, con una market share locale del 20%. Si tratta di un plant produttivo in cui circa il 92% dei volumi complessivi è destinato al mercato indiano. In un mercato dominato principalmente da realtà nazionali e nipponiche, DELLORTO è il primo produttore europeo di corpi farfallati localizzato in India. Accanto a questo, siamo anche presenti in Cina, dove operiamo in un altro mercato decisivo per i volumi globali. Una scelta strategica, che rafforza il nostro presidio in Asia, senza però mai snaturare la nostra identità italiana.  Tengo a rimarcarlo, siamo azienda profondamente radicata in Italia dove si concentrano nel nostro plant di Cabiate: ricerca, innovazione e produzione.

Ma, al netto delle esperienze personali, la lezione che ci arriva dai numeri citati all’ inizio è chiara. Se l’Europa non cambia passo, rischia di restare ai margini definitivamente. Incapace di incidere sulle scelte tecnologiche, normative e industriali che stanno definendo la mobilità del futuro. E non si tratta solo di economia. India e Cina, durante il recente vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO) a Tianjin, sembrano aver rafforzato la fiducia reciproca dichiarando che i due Paesi sono: “partner di sviluppo, e non rivali”. Un messaggio che conferma come l’Asia non sia soltanto il motore industriale, ma anche un nuovo polo geopolitico.

Da parte nostra, continueremo a investire anche nei mercati in crescita, senza certo rinunciare alle nostre radici italiane. Ma appare chiaro che complessivamente per l’Europa questa sia davvero l’ultima chiamata. O agiamo adesso, oppure accettiamo di restare irrilevanti in sempre più settori.

 

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”.  Seneca