Cari amici, con l’approssimarsi della Pasqua, desidero condividere con voi, davvero molto brevemente, alcune riflessioni sull’attualità economica, unitamente ai miei auguri per questa festività.
L’economia europea, lo vediamo, sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Le tensioni commerciali, culminate con l’imposizione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti, stanno generando effetti significativi su vari comparti produttivi, compreso quello a me più caro dell’automotive. In questo contesto, la recente visita della premier Meloni a Washington assume sicuramente un’importanza strategica, soprattutto per le implicazioni che potrà avere sull’equilibrio commerciale tra le due sponde dell’Atlantico. Ma credo anche all’ interno dell’Europa stessa.
Si poteva portare “a casa” di più? Difficile dirlo. Anche perché poi nel concreto vedremo nelle prossime settimane come la situazione evolverà. Certo essere ad oggi, gli unici o tra i pochi interlocutori europei almeno, con gli Sati Uniti, non è comunque cosa da poco. E lo dico senza retorica e pensando anche a quando, fino a qualche anno fa almeno, Francia e Germania muovevano le fila di un’Europa nella quale l’Italia è stata per troppi anni messa in “panchina”. Per non dire marginalizzata o penalizzata.
Tornando al tema dei dazi è evidente che la via del dialogo rappresenti oggi più che mai l’unica strada percorribile. L’ho evidenziato e sostenuto anche recentemente. Un dialogo cruciale non solo a livello geopolitico, tra governi e istituzioni internazionali, ma anche – e forse soprattutto – all’interno dei singoli Paesi.
Nel caso dell’Italia, come evidenzio da tempo, è indispensabile un confronto serio e costante con chi ogni giorno crea valore, occupazione e ricchezza: le imprese, le filiere produttive, gli innovatori, i professionisti. Solo nel dialogo costante con chi è direttamente coinvolto nell’economia reale si possono costruire strategie efficaci e capaci di tutelare i veri interessi nel medio-lungo periodo. Promuovere le eccellenze del Made in Italy è anche questo. Ma impensabile senza il diretto confronto tra chi ci rappresenta e deve far valere le nostre ragioni dentro e fuori i confini del nostro Paese.
I presupposti per una, positiva, interlocuzione mi pare ci siano e vedremo, ripeto, cosa però produrranno e come si evolveranno nel concreto, a breve termine.
Con questo spirito, vi auguro una Pasqua serena e di rinnovata ispirazione. Che possa portare nuova forza, lucidità e fiducia nel futuro. Sia a livello personale, come professionale, e con sole positive “sorprese”.
Auguri per una buona Pasqua a tutti voi.
Andrea.


