UN ALBERO A PUNE: IL MADE IN ITALY CHE METTE RADICI

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Come ogni anno, in questo periodo sono stato in India. E anche questa volta, la prima cosa che ho voluto rivedere non è stata lo stabilimento, né le linee produttive o gli incontri con clienti e partner.
È stato un albero.

Nel 2014 lo avevamo piantato lì, quasi come gesto simbolico. Un piccolo albero in un Paese che, per molti, era ancora “una grande promessa”, un mercato lontano, affascinante, da guardare con curiosità e un po’ di prudenza.

In India dedicare un albero non è un gesto formale, ma un augurio di continuità e una forma di rispetto, un modo per riconoscere una relazione che vale. Rivederlo oggi, nello stesso punto, è ogni volta come riaprire un libro iniziato nel 2014 e scoprire quante pagine si sono scritte mentre eri altrove. E mi ricorda quanto sia cresciuta la nostra presenza in questo Paese. 

L’albero è cresciuto, è più alto, ha il tronco più robusto e radici più profonde. Intorno a lui alcune cose sono cambiate, con nuove strade, qualche capannone in più e insegne che prima non c’erano. Il ritmo sembra più veloce e il quadro intorno appare più dinamico rispetto a qualche anno fa. L’albero è lì, testimone silenzioso di questo cambiamento e del tempo passato.

Un po’ come è successo al percorso che abbiamo costruito con l’India. 

La nostra presenza lì è iniziata nel 2006, con la produzione di corpi farfallati e le prime collaborazioni con i grandi costruttori locali. 

Nel 2017 si è aggiunta la joint venture per lo sviluppo di ECU, cuore dei sistemi di iniezione, con un impianto organizzato con l’esperienza e il know-how italiani, ma calato negli standard e nelle esigenze locali. 

Da allora abbiamo affiancato alla nostra base italiana una realtà industriale locale sempre più strutturata, costruita passo dopo passo insieme a questo mercato.

Oggi questa nostra presenza si concretizza in un sito produttivo altamente tecnologico a Pune, che conta 650 persone e dove più del 95% di ciò che esce dalle linee rimane in India, pensato per l’India. Sulle due e quattro ruote, tra il 2023 e il 2024 abbiamo coperto quasi il 20% del mercato nazionale dell’iniezione elettronica, in particolare nei corpi farfallati, diventando il primo produttore europeo localizzato nel Paese per questo tipo di componenti.

Se ripenso all’albero piantato nel 2014, rivedo lo stesso percorso. Allora l’India era soprattutto una grande promessa, oggi è una realtà industriale solida con cui condividiamo responsabilità, crescita e innovazione. 

Non si tratta solo di esportare prodotti Made in Italy. Si tratta di far dialogare due ecosistemi. Da un lato il nostro DNA brianzolo, fatto di meccanica, meccatronica, elettronica e motorsport. Dall’altro un Paese in forte sviluppo, sempre più strutturato e competitivo, dove il nostro know-how trova ogni giorno nuove applicazioni. 

Nelle foto che condivido c’è un po’ tutto questo: l’albero di undici anni fa e quello di oggi, lo stabilimento di Pune che è cresciuto insieme a lui e le persone che, in Italia e in India, tengono insieme queste radici.

Perché a volte, per capire quanto è cambiato un Paese e quanto è cambiato il modo in cui lavoriamo con lui, basta tornare nello stesso punto e guardare un albero.
Se è cresciuto lui, sono cresciute anche le relazioni, la fiducia e la responsabilità che ci legano a quella terra. 

L’India non è più solo una promessa. È un albero alto e forte. Accanto a questo albero noi di DELLORTO continuiamo a far crescere il futuro del nostro Made in Italy, con le radici salde in Italia e i rami aperti al mondo.